Il Centro locale dei Salesiani Cooperatori di Vasto al V Meeting 150° della Regione Italia–Medio Oriente–Malta, nel 150° anniversario dell’Associazione
A un mese esatto dalla partecipazione al V Meeting 150° dei Salesiani Cooperatori, il ricordo di quelle giornate continua a essere vivo, luminoso e capace di interrogarci. Dal 31 luglio al 2 agosto 2026, alla Fraterna Domus di Sacrofano, alle porte di Roma, la Regione Italia–Medio Oriente–Malta si è ritrovata per celebrare i 150 anni dalla nascita dell’Associazione, fondata da San Giovanni Bosco, attorno al tema «Attratti dal Tuo Amore Misericordioso».
Per noi Salesiani Cooperatori del Centro locale di Vasto è stata un’esperienza intensa, emozionante e profondamente bella. Eravamo in tanti, accompagnati dal desiderio di vivere pienamente questo incontro nazionale. Fin dalla partenza, il pulmino è diventato uno spazio di fraternità: preghiera, risate, racconti, riflessioni e condivisione hanno reso speciale sia il viaggio di andata sia quello di ritorno.
L’abbraccio di una grande famiglia
Arrivati a Sacrofano, ci siamo incontrati con le realtà provenienti da tutte le Province: volti, lingue, storie ed esperienze diverse, unite dallo stesso carisma e dalla medesima promessa.
Il Meeting è stato guidato con competenza e calore da Italo Canaletti, Consigliere Mondiale Regione Italia-Medio Oriente-Malta, il Consiglio Mondiale, il Delegato e la Delegata, e ha visto, tra gli altri, la presenza della Madre Generale FMA Sr Chiara Cazzuola. Ogni passaggio ci ha aiutati a percepire la ricchezza di un’Associazione viva, capace di custodire la propria storia e, nello stesso tempo, di guardare avanti.
«Attratti dal Tuo Amore Misericordioso»
La giornata di venerdì 31 luglio si è aperta con l’inaugurazione del V Meeting. La tavola rotonda sul tema generale e la presentazione della mostra dedicata al 150° anniversario ci hanno introdotti nel cuore dell’incontro: fare memoria non per restare fermi nel passato, ma per riconoscere una storia di grazia che continua. Dopo la cena, la buonanotte di Madre Chiara Cazzuola, che ha commentato il brano del Vangelo di Matteo 16, 13-20, in cui ci troviamo di fronte alla confessione di Pietro che riconosce in Gesù il Cristo, il Figlio del Dio vivente e lo spettacolo «Cooperatori: donne e uomini innamorati di un Santo» hanno unito profondità, creatività e gioia salesiana.
«Vogliamo riamarti facendo del bene»
Sabato 1° agosto, dopo la preghiera iniziale, abbiamo ascoltato il Rettor Maggiore, don Fabio Attard, nell’intervento «Fate quello che vi dirà» (Gv 2, 5). Le sue parole, ricche e concrete, ci hanno richiamati alla responsabilità di mettere il Vangelo in pratica e di portare il “vino buono” della speranza nella vita dei fratelli, con un’attenzione privilegiata ai giovani e a chi è più fragile. I lavori di gruppo hanno permesso di lasciar sedimentare quanto ascoltato, condividendo domande, esperienze e prospettive.
Concludendo la sua riflessione sulle nozze di Cana, don Fabio ha richiamato le parole del maestro di tavola: «Tu hai conservato il vino buono finora» (Gv 2,10). Nella logica del mondo, ha osservato, il meglio viene servito all’inizio e poi la qualità diminuisce; nella logica di Dio avviene il contrario: il vino migliore arriva alla fine. È una parola di speranza consegnata al Meeting e all’intera Associazione. Celebrare centocinquant’anni di storia non significa custodire con nostalgia un vino ormai consumato, ma credere che il Signore abbia ancora un vino nuovo da servire attraverso di noi e che il meglio della nostra vocazione non sia alle nostre spalle, ma davanti a noi.
Le anfore di Cana erano vuote, di pietra, destinate ai riti di purificazione. Gesù non le scarta: le riempie e le trasforma. Così può fare anche con noi, se glielo permettiamo. Le nostre strutture, le nostre stanchezze e perfino i nostri limiti possono diventare il luogo del segno, a una sola condizione: lasciarci ripetere da Maria «Fate quello che vi dirà» e, come i servi, riempire le anfore fino all’orlo, senza calcoli né riserve, con quella generosità adulta e libera che è uno dei tratti più belli del laicato salesiano.
Da qui l’invito a riprendere il cammino sostenuti dai tre pilastri del Sistema Preventivo, al centro anche del percorso verso la Strenna 2027: la ragione, per continuare a guardare la realtà dei giovani con occhi limpidi e concreti, senza paura e senza nostalgia; la religione, per rimanere in ascolto della Parola, unico fondamento della nostra fecondità; l’amorevolezza, per custodire la festa della vita dei giovani e renderli protagonisti del vino nuovo. Ragione, religione e amorevolezza racchiudono l’energia e lo stile con cui don Bosco ha sognato cristiani capaci di essere lievito nel mondo e con cui, ancora oggi, lo Spirito continua a plasmarci.
Il Rettor Maggiore ha quindi affidato il Meeting e ciascuno di noi a Maria Ausiliatrice, la Madre attenta di Cana, colei che per prima si accorge quando il vino manca e per prima ci indica il Figlio. A lei chiediamo lo sguardo, la fiducia e il coraggio dei servi; a Don Bosco, padre e maestro, domandiamo la grazia di essere sempre quel lievito umile e fecondo che fa fermentare la pasta, perché la festa dei giovani non resti mai senza vino e perché il vino buono, quello vero, possa essere sempre distribuito.
Particolarmente incisiva è stata anche l’omelia della Santa Messa, celebrata dal Rettor Maggiore e illuminata dal Vangelo di Matteo (14,1-12), che narra il martirio di Giovanni Battista. Don Fabio si è rivolto direttamente a noi Salesiani Cooperatori e Cooperatrici, scuotendoci con una misura esigente: non saremo autentici testimoni finché la nostra fede resterà una semplice opinione, esposta ai venti del consenso e preoccupata di piacere ai “commensali” di turno. Lo saremo, invece, nella misura in cui la fede diventerà convinzione, la convinzione testimonianza e la testimonianza sarà disposta, se il Signore lo chiede, a pagare un prezzo.
La sorgente di questa coerenza, però, non è nelle nostre sole forze: nasce dall’esserci lasciati amare per primi. Si testimonia davvero soltanto ciò da cui si è stati conquistati. Forse a noi non è chiesto il martirio del sangue, ma ogni giorno ci è domandato il “martirio della coerenza”: avere il coraggio di dire «non è lecito» quando tutti tacciono, rimanere fedeli quando sarebbe più comodo voltarsi, custodire il Vangelo nella sua limpidezza in un mondo che ci vorrebbe più morbidi, più allineati e più facilmente assimilabili.
È questo l’appello che Don Bosco continua a rivolgerci: essere e vivere da Cooperatori nel disegno d’amore di Dio per l’umanità. Forti della misericordia ricevuta, siamo chiamati a uscire per donarla, perché la nostra stessa presenza diventi un messaggio: chi è attratto dall’amore di Dio non riesce più a vivere se non per condurre altri verso quello stesso amore. Al termine, il Rettor Maggiore ci ha affidati a Maria Ausiliatrice, la prima tra gli “attratti”: colei che si è lasciata amare senza riserve e ha custodito la Parola nel cuore fino alla croce.
Nel pomeriggio, la tavola rotonda e le testimonianze hanno mostrato come il bene possa assumere forme semplici e concrete nella famiglia, nel lavoro, nella Chiesa e nella società. Dopo la buonanotte della Delegata suor Mafalda Diana, il Gran Galà del 150° ha trasformato la serata in una vera festa di famiglia, tra animazione, musica, canti e balli. Il momento culminante è stato il taglio della torta del centocinquantesimo, seguito da 150 fuochi d’artificio: uno per ogni anno di vita della nostra Associazione. Un’immagine luminosa e gioiosa, capace di imprimersi nella memoria di tutti.
Per la serata di convivialità era stato chiesto a ogni partecipante di portare un oggetto rosso. Noi del Centro locale di Vasto abbiamo scelto di presentarci con il tradizionale abito abruzzese: camicetta bianca, corpetto o gilet e gonna rossa per le donne, pantalone scuro, camicia bianca, gilet e foulard rosso per gli uomini. Poiché disponevamo soltanto di tre gonne, nessun foulard, nelle settimane precedenti al Meeting alcune Salesiane Cooperatrici si sono messe all’opera per realizzarne altre, con la preziosa collaborazione anche di mia madre. Ritrovarsi, scegliere i tessuti e cucire insieme ha acceso entusiasmo, energia e spirito di unione già prima della partenza. Indossare quegli abiti il sabato sera e mostrare con semplicità le nostre radici abruzzesi è stato per tutti noi un momento di grande gioia e di autentica fraternità. Bellissimo è stato ritrovare anche un grande rocchetto di filo rosso sul palco come simbolo del Meeting.
A cucire sapientemente i diversi momenti delle tre giornate è stata una squadra straordinaria proveniente dal Centro Locale di Ragusa, Provincia Sicilia, composta da Salesiani Cooperatori e da altri collaboratori: coinvolgente, preparata, divertente e capace di comunicare lo stile salesiano con naturalezza. L’inno ufficiale del V Meeting, «Together Here», è ritornato più volte lungo il programma, facendoci cantare come un’unica famiglia; con esso sono risuonate anche tante canzoni dedicate nel tempo a Don Bosco. Non si è trattato di semplici intermezzi, ma di un vero filo musicale che ha accompagnato la preghiera, la riflessione, la fraternità e la festa.
Dietro questa armonia si percepiva una cura minuziosa. Tra i protagonisti vi era Simone Battaglia, Salesiano Cooperatore della Provincia Sicilia, Centro Locale di Ragusa e tra i compositori dell’inno, tra gli incaricati dell’animazione musicale del Meeting. Per noi di Vasto la sua presenza aveva anche il sapore felice di un legame già nato: avevamo avuto la gioia di accoglierlo nella nostra città il 9 maggio 2026 per festeggiare i 150 anni dell’Associazione. Ritrovarlo lì, dentro una squadra così affiatata, ci ha resi ancora più partecipi e orgogliosi della bellezza di un servizio generoso, spesso nascosto, ma percepibile in ogni dettaglio.
«Per questo noi promettiamo»
Domenica 2 agosto lo sguardo si è rivolto decisamente al futuro. Dopo la preghiera, gli interventi di Antonio Boccia, Coordinatore Mondiale emerito, e di Borja Pérez, nuovo Coordinatore Mondiale, ci hanno invitati a tradurre in scelte quotidiane la promessa pronunciata come Salesiani Cooperatori.
Memoria grata e nostalgia del futuro
Antonio Boccia ha concluso il suo intervento scuotendoci con un invito netto: dopo aver celebrato il 150° anniversario, non possiamo limitarci a custodire un ricordo. Guardiamo al passato con gratitudine, perché ci dona radici; benediciamo il presente, perché è il tempo che Dio ha pensato per noi; ma coltiviamo soprattutto la “nostalgia del futuro”, di ciò che insieme possiamo ancora costruire. Il carisma è vivo soltanto se noi lo viviamo: ogni parola, ogni gesto e perfino ogni silenzio hanno conseguenze nel corpo carismatico. Ciascuno può costruire oppure diventare zavorra. La scelta, allora, è alimentare il fuoco, essere lievito per il mondo e per i giovani, lasciandoci mettere in cammino dall’amore misericordioso che ci ha attratti.
Le sue parole hanno assunto la forza di una consegna: i sogni sognati da soli possono restare illusioni, mentre quelli sognati insieme diventano realtà. La celebrazione del passato acquista così senso soltanto se accende una responsabilità comune e ci rende disponibili a scrivere, con umiltà e coraggio, una nuova pagina della storia dell’Associazione.
Una bussola per i prossimi sei anni
Ugualmente intenso è stato l’intervento di Borja Pérez, che ha indicato sette linee chiave come bussola per il cammino associativo del sessennio 2026–2032: giovani protagonisti; spirito di famiglia e comunione; identità salesiana viva; corresponsabilità sinodale; formazione integrale; missione e incidenza sociale; autonomia e sostenibilità. Non si tratta di formule astratte, ma di orientamenti chiamati a diventare processi reali, scelte verificabili e frutti concreti nelle Regioni, nelle Province e nei Centri locali.
Da questa esigenza nascerà un Credo per tutta l’Associazione: non un semplice elenco di idee, ma una professione di vita. Crediamo nei giovani e nel volto di Cristo che si riflette in loro; crediamo nello spirito di famiglia, nella bontà che crea comunione, nella gioia che apre le porte e nella vicinanza che guarisce; crediamo nella nostra identità salesiana, vocazione donata da Dio e carisma affidato anche ai laici; crediamo nella corresponsabilità del camminare, discernere e decidere insieme; crediamo nella formazione integrale, in una missione capace di incidere nella società e in un’autonomia posta al servizio della fecondità apostolica. Questo Credo vuole essere la carta d’identità viva del cammino 2026–2032.
Il piano di animazione sarà lo strumento per trasformare quanto proclamato in vita concreta: accompagnare le Regioni, formare équipe, creare itinerari, rafforzare la comunione e sostenere la missione. L’invito finale è stato chiaro: celebriamo 150 anni di storia, ma non restiamo rivolti indietro. Il futuro dell’Associazione è nelle mani di Dio, eppure passa attraverso le nostre mani, la nostra voce e la nostra presenza. Come ricorda l’articolo 1 del Progetto di Vita Apostolica, lo Spirito Santo formò in San Giovanni Bosco «un cuore di padre e di maestro, capace di dedizione totale». È proprio questo cuore che siamo chiamati a custodire e a donare.
La celebrazione di chiusura, la foto di gruppo e soprattutto l’Eucaristia con il rinnovo della Promessa hanno rappresentato il culmine di tre giornate densissime: un nuovo “sì” a Dio, a Don Bosco, ai giovani e alla missione affidata a ciascuno di noi.
Anche lo spettacolo proposto dai ragazzi di Siena, i momenti di preghiera che aprivano le giornate e i tanti incontri avvenuti negli spazi comuni hanno contribuito a comporre un mosaico ricchissimo. Non sono stati semplicemente appuntamenti in programma: sono diventati parole, volti e gesti capaci di scuotere profondamente i nostri animi.
La gratitudine per un servizio condiviso
Un grazie immenso va a tutti i Coordinatori Provinciali, che hanno accompagnato e guidato i diversi momenti, collegando con sapienza gli interventi e le testimonianze. Sono state voci bellissime, intense ed emozionanti di Salesiane e Salesiani Cooperatori che rendono vivo il carisma nelle proprie realtà: nelle famiglie, negli oratori, nella scuola, nell’impegno sociale e politico. Esperienze concrete di persone che portano avanti con forza e determinazione lo spirito salesiano e il Progetto di Vita Apostolica, mostrando che la vocazione del Salesiano Cooperatore si incarna nella quotidianità e può diventare fermento evangelico in ogni ambiente. Un ringraziamento particolarmente affettuoso va alla nostra Coordinatrice Provinciale, Giulia Lattanzi, e a tutto il Consiglio
Provinciale della Provincia Adriatica, che si è posto al servizio dell’intera Provincia per organizzare la partecipazione al Meeting.
Un grazie di cuore va infine a tutto il Consiglio locale di Vasto, che ha contribuito all’organizzazione della nostra partecipazione, rendendo possibile un’esperienza così bella e condivisa.
La nostra riconoscenza si estende all’intera équipe che, fin dall’autunno del 2024, ha preparato questo grande appuntamento con dedizione e competenze diverse. Accogliere circa 700 Salesiani Cooperatori provenienti dall’Italia, dal Medio Oriente e da Malta e accompagnarli in tre giornate tanto articolate ha richiesto un servizio straordinario: un’organizzazione attenta, discreta e generosa, capace di trasformare un grande evento in un autentico incontro di famiglia.
Il Meeting continua nelle nostre realtà
Siamo tornati a Vasto stanchi, ma colmi di gratitudine e con una consapevolezza diversa. Il Meeting ci ha ricordato che la nostra vocazione non si esaurisce nei grandi eventi: chiede di essere vissuta ogni giorno, nelle relazioni, nel servizio, nella capacità di accogliere e nell’impegno educativo. L’amore misericordioso che ci ha attratti a Sacrofano ora ci rimanda nelle nostre realtà, perché possa diventare bene concreto.
A un mese di distanza, custodiamo la gioia di esserci stati insieme, come Centro locale; custodiamo la fraternità del viaggio, la forza degli incontri e la solennità della Promessa rinnovata.
Soprattutto, portiamo con noi una domanda che è anche un impegno: come restituire, nelle strade della nostra città e accanto ai giovani, l’amore misericordioso dal quale ancora una volta ci siamo sentiti attratti?
La Coordinatrice Natalia D’Addiego
Centro locale dei Salesiani Cooperatori di Vasto – Provincia Adriatica
































