Vasto ha vissuto giorni intensi, luminosi e profondamente carichi di significato in occasione della Festa di Don Bosco, un tempo di grazia che ha saputo unire preghiera, comunità, gioia e speranza. Non semplici appuntamenti in calendario, ma un vero cammino condiviso che ha coinvolto bambini, ragazzi, giovani, famiglie e adulti, rendendo palpabile quel clima di famiglia che è il cuore del carisma salesiano.
San Giovanni Bosco non è solo una figura del passato: è una presenza viva, concreta, che continua a parlare alla città di Vasto attraverso l’opera instancabile dei Salesiani, capaci ogni giorno di accogliere, educare, accompagnare e far crescere intere generazioni. Il suo sogno – “formare buoni cristiani e onesti cittadini” – qui prende forma, si incarna nelle relazioni, nei sorrisi dei ragazzi, nell’attenzione ai più fragili, nella passione educativa che anima l’oratorio, la parrocchia e ogni proposta rivolta ai giovani.
Il cuore delle celebrazioni ha trovato il suo momento più alto il 31 gennaio, Solennità di San Giovanni Bosco. È stata una giornata ricca e intensa, capace di parlare a tutte le età. Al mattino il primo open day del Centro di Formazione Professionale che ha vissuto una giornata di festa con i ragazzi della scuola e i più piccoli delle scuole medie in visita. Nel pomeriggio poi spettacoli curati dai giovani dell’oratorio, segno di una comunità viva e creativa. La Santa Messa solenne, celebrata dal Direttore dei Salesiani di Vasto don Daniele Pusti, è stata il centro spirituale della festa, un momento di profonda comunione e riconoscenza assieme a tutta la Comunità Educativo Pastorale della Casa Salesiana, chiamata quotidianamente ad animare le attività dell’Opera.
La festa è poi proseguita il 1° febbraio con la Festa Comunitaria di Don Bosco, una giornata che ha avuto il sapore della famiglia riunita. La Santa Messa del mattino, celebrata da S.E. Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, è stata un momento di intensa preghiera e memoria riconoscente per una figura importante nella storia non solo della Chiesa ma dell’Intera umanità. Durante l’omelia, parole forti e luminose hanno aiutato a rileggere la figura del Santo alla luce del Vangelo:
“Le beatitudini che abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi, sono state pienamente incarnate da San Giovanni Bosco che ha saputo portare i giovani al Signore ed ancora oggi continua a formare buoni cristiani ed onesti cittadini, futuri abitatori del cielo”.
Un messaggio che ha risuonato con forza nel cuore dei presenti, ricordando come Don Bosco abbia vissuto il Vangelo non a parole, ma nella concretezza dell’amore educativo, della fiducia nei giovani e della totale dedizione alla loro felicità, qui e per l’eternità. A seguire, momenti di gioco per ragazzi di tutte le età che hanno reso visibile ciò che Don Bosco ha sempre desiderato: una comunità che educa attraverso la gioia, lo stare insieme, il sentirsi a casa.
In contemporanea ad Ortona, dove è presente il Soggiorno Proposta fondato da don Gigi Giovannoni ed animato e coordinato dai Salesiani di Vasto, si è svolta l’importante cerimonia del ritorno del busto di Don Bosco nella collocazione originaria accanto la Parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli alla presenza di numerose autorità civili e religiose. Tale ricorrenza, inserita nel più ampio programma dei festeggiamenti del Santo dei giovani, crea un ponte ideale tra le due comunità chiamate al servizio costante verso i più disagiati ed abbandonati.
Queste giornate di festa hanno raccontato molto più di un programma ricco e ben riuscito: hanno narrato una storia d’amore tra Don Bosco e la città di Vasto, una storia che continua grazie ai Salesiani e a tutti coloro che, a vario titolo, condividono questo sogno educativo. Un sogno che guarda al futuro con fiducia, investendo sui giovani, credendo nel loro cuore e accompagnandoli a scoprire la bellezza della vita, della fede e del servizio. Da queste figure si eleva un grazie per questi giorni di festa, per il bene ricevuto e donato, per la testimonianza silenziosa ma potente di Don Bosco che, ancora oggi, continua a camminare per le strade di Vasto attraverso i suoi figli salesiani. Una festa che lascia il segno e rinnova l’impegno a essere, insieme, una comunità che educa, ama e spera.




